mercoledì 19 settembre 2007

Ricominciamo


Ci siamo presi una bella pausa; purtroppo, bisogna dirlo, per poter rispondere quotidianamente alle Grullate del Grullo bisogna aver tempo; ma la gente normale lavora, ha una famiglia e deve pensare a mille cose più serie.

Chi può dedicare tutto questo tempo ad un blog? Solo chi ha cachet milionari per una serata..oppure chi vuole buttarsi in politica.
Appunto.
Sono successe un pò di cose sul fronte Grullo : il VC-day (no, non è un errore, questa dovrebbe essere l'abbreviazione più corretta per vaffanculo-day, e dà un idea più precisa dei contenuti dell'iniziativa) e la discesa in campo del Grullo.
Avevo qualche perplessità se continuare con questo blog, per i motivi detti; ma ora ci ho ripensato.
Sarà divertente vedere cosa faranno le liste civiche del Grullo.
Alla prossima allora...

domenica 10 giugno 2007

Che sete! mi farei 200 litri di Coca Cola


Mai provato a bere veramente 200 litri di Coca Cola, o 100 litri di caffè tutti in una volta, oppure 500 litri di vino a pasto, o a mangiare 100 kg. di pasta?
Si sa, certe quantità possono risultare nocive per la salute, anche se Coca Cola, caffè, vino o pasta di per sè non sono
velenose.
Le quantità, in questi casi, sono importanti.

Ma per qualcuno non c'è alcuna differenza tra
uno e mille. Questo qualcuno è il Grullo.
In uno degli ultimi post apparsi sul suo blog riferisce che una ricerca del CNR (su dati dell' OMS)
"non ha trovato particolari differenze tra una camera a gas e le città di Torino e Milano".
In realtà, la perfetta similitudine la rileva solo il Grullo, perchè la ricerca ovviamente dice qualcosa di diverso (
Ambiente e salute nelle aree ad alto rischio)
Ovviamente il Grullo si riferisce alla pericolosità delle condizioni di inquinamento di queste città. Uno dei maggiori inquinanti presenti nell'aria è infatti il monossido di carbonio e proprio il monossido di carbonio veniva impiegato un tempo per le camere a gas.
Fin qui quindi il paragone regge, ma le quantità come detto sono importanti.

Il monossido di carbonio è pericoloso perchè respirando aria contenente questo gas si ha la produzione della carbossiemoglobina nel sangue.
Quando la proporzione di carbossiemoglobina rispetto all’emoglobina è alta, il sangue non riesce più a svolgere quella che è la sua funzione principale: il trasporto di ossigeno ai tessuti. Gli effetti dannosi della esposizione al CO sono quindi da imputare a una carenza di ossigeno nel sangue. Una esposizione a concentrazioni dell'ordine di 2000 ppm (parti per milione, pari a 2300 mg/mc) per 15 minuti è mortale. Ma già una esposizione prolungata per diverse ore a concentrazioni dell'ordine di 50-100 ppm (57-115 mg/mc) causa vertigine, cefalea e indebolimento generale ma non è mortale. Mentre una esposizione prolungata per diverse ore a concentrazioni dell'ordine di 10-30 ppm (11-34 mg/mc) causa allungamento dei tempi di reazione e difficoltà a svolgere attività fisica impegnativa.
In effetti l'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa i seguenti valori guida da non superare: 100 mg/mc come media su 15 min; 60 mg/mc come media su 30 min; 30 mg/mc come media su 1 ora; 10 mg/mc come media su 8 ore.
Parametri del tutto rispondenti ai limiti di legge : 10 mg/mc da non superare come media su 8 ore - 40 mg/mc come media di un ora (valore massimo).
Ma in una città come Milano o Torino, il monossido di carbonio resta generalmente sotto i limiti di legge, attorno a 1 mg/mc, ben lontano appunto da quei 2300 mg/mc di concentrazioni letali o anche solo ai 10-30 mg/mc che possono causare problemi di salute.
Parliamo quindi di una tazzina di caffè, non di una vasca piena.
Fonte : ARPA Lombardia

Per inciso, i 10 mg di monossido di carbonio che non troveremo mai in un metro cubo d'aria (limite di legge) , potremmo benissimo respirarli fumando una sigaretta.
Per qualcuno quindi la matematica resta un opinione, o resta forse del tutto opinabile la verità dei fatti.

Ancora a proposito di fatti: le concentrazioni di quasi tutti gli inquinanti presenti nell'aria sono diminuite sensibilmente negli ultimi decenni.

E' sufficente basarsi sui dati degli istituti ARPA (associazione regionale per la protezione ambientale).
C'è solo un inquinante che sembra non voler diminuire: l'ozono.
Fonte : ARPA Lombardia

Come l'ozono? un inquinante? Ma non stiamo facendo di tutto per ridurre il famoso buco? ma non ci hanno detto che è tanto prezioso perchè blocca i raggi ultravioletti? Esatto, ma in quota. A livello del suolo, dove viviamo noi, l'ozono è un inquinante, infatti l'ozono a concentrazioni di 0.1 ppm provoca bruciore agli occhi, irritazione alla gola e alle vie respiratorie e secchezza delle fauci. Proprio i sintomi di una normale allergia.
Ma non sarà che forse...?

No, No. Al bando i CFC!! avvelenatori, distruttori dell'ambiente... e dell' ozono!

Quanto alle informazioni che arrivano dal CNR, ce ne occuperemo presto, perchè il discorso è interessante.

venerdì 8 giugno 2007

Beppe Grillo non ha letto la legge Biagi

Da Ragionpolitica.it

di Francesco Pasquali - 7 giugno 2007

Contro la figura e l'opera di Marco Biagi c'è un feroce accanimento che deve far riflettere. Ad oltre 5 anni dalla sua morte sembra esserci una strategia che vorrebbe sotterrarne anche la memoria. Dagli slogan vigliacchi urlati dai filo-brigatisti ai siti internet sindacalmovimentisti la menzogna è sempre la stessa: la legge Biagi ha prodotto il precariato danneggiando le giovani generazioni. Addirittura i comici, come Beppe Grillo e Ascanio Celestini, sono influenzati da questo accanimento. Alla luce della nuova ondata eversiva, documenti truffa come il libro pubblicato sul blog di Grillo, dal tuonante titolo «Schiavi moderni», alimentano l'odio sociale e fanno sponda a quelle realtà che nelle problematiche legate al lavoro giovanile covano progetti eversivi. Non è il contenuto del libro che indigna, in quanto si tratta di una raccolta di lettere scritte da giovani che vivono una situazione di precarietà. E' l'introduzione curata da Beppe Grillo che lancia un messaggio sbagliato, figlio di chi la legge Biagi non l'ha mai letta o non l'ha compresa. Il taglio e il tentativo sembra essere lo stesso del cortometraggio «Il Vangelo secondo precario» finanziato dalla Cgil un paio di anni fa'.

L'equazione legge Biagi = precariato è demagogica e si scontra con la realtà dei numeri. Affermare come fa il comico genovese che «la legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età» e che la legge abbia generato «una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti» è falso e produce guasti sociali. Impacchettare le disavventure di giovani lavoratori e attribuire alla legge Biagi la causa del diffuso disagio che i giovani vivono è un'operazione che manca di senso della responsabilità ed è sintomatica di chi non conosce affatto l'argomento. A sotterrare le menzogne dell'abile genovese sono gli stessi risultati (cioè le centinaia di migliaia di giovani che hanno trovato lavoro e maggiore protezione sul lavoro) prodotti dalla legge Biagi e riconosciuti da fonti, come la Commissione europea, l'Ocse e la Banca d'Italia, molto più autorevoli e attendibili di Grillo e di chi scrive. Il blog di Grillo rappresenta un successo della comunicazione on line ed è fortemente visitato dai giovanissimi, consegnargli un simile messaggio può essere foriero di guasti. Come meravigliarsi quindi delle scritte sui muri o delle mail offensive contro Marco Biagi? Come si possono spegnere gli incendi se c'è chi getta benzina? Le questioni legate al lavoro, dato che riguardano la vita e le speranze della persona, andrebbero trattate con la massima cautela, ancor più in un Paese come il nostro dove il lavoro è ancora ostaggio della logica del conflitto di classe.

A farne le spese sono la corretta informazione e le giovani generazioni, alle quali, mattatori esperti come Beppe Grillo, alla ricerca costante della notorietà, non esitano a dare in pasto un presunto colpevole. Che sia la sinistra radicale o l'estremismo sindacale a gettare fango sulla legge Biagi è purtroppo assodato, ma che lo faccia un personaggio che per capacità e grande abilità riesce a catturare la simpatia e la fiducia di milioni di persone è grave. C'è solo da augurarsi che il populista Beppe Grillo torni a farci sorridere ritornando sui suoi passi e riscrivendo l'introduzione senza le lenti dell'ideologia, il tutto nella consapevolezza che alla forte esposizione mediatica e alla notorietà deve corrispondere altrettanto senso della responsabilità.

! Francesco Pasquali

giovedì 24 maggio 2007

Ma vai a Travagliare!!


In questi giorni il blog del Grullo ospita una lettera di Marco Tramaglio, l'unico vero giornalista rimasto in Italia (così lo descrivono molti suoi estimatori in rete), che torna a lamentarsi dei media :

Caro Beppe,vorrei comunicare a tutti gli amici del blog l’ultima notizia scomparsa di una lunga serie. Il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione. Nessun giornale, a parte l’Unità e il Corriere della sera, l’ha scritto. Nessun telegiornale o programma televisivo, tranne Annozero, l’ha detto.

Deve proprio aver ragione il Sig. Tramaglio.
Anch'io ho letto la notizia dal Corriere quasi per caso, e mi sono meravigliato molto perchè non sapevo nulla delle vicende giudiziarie del Sen. Dell'Utri.
Ma come è stato possibile, mi dico; eppure leggo i giornali, seguo i telegiornali e quando viaggio in macchina ascolto sempre le notizie; deve proprio aver ragione il Sig. Tramaglio.

Da non addetto ai lavori decido di fare una piccola ricerca, con i mezzi che ho a disposizione.
Vado a consultare la rassegna stampa della Camera per scoprire quanto sia stata imbavagliata la stampa in questi anni e scopro che dal '98 sui quotidiani nazionali sono apparsi circa 1000 articoli sull'On. Dell'utri; la maggiorparte riguardanti le sue vicende giudiziarie.
Il mistero s'infittisce: ed io non ne sapevo nulla?
Divento curioso: ma a cosa si riferisce la condanna?
Non è molto difficile scoprirlo, questo è scritto ovunque in rete : nel 1990 la Birra Messina sponsorizza la pallacanestro Trapani per la cifra di un miliardo e mezzo, ma chiede la restituzione di circa la metà della somma "in nero e in contanti", come "da accordi", al presidente della squadra di basket Vincenzo Garraffa, il quale si rifiuta.
Marcello Dell’Utri, che tramite Publitalia aveva favorito la sponsorizzazione, si attiva per sollecitare il pagamento servendosi anche dell'opera di convincimento di un mafioso locale, Vincenzo Virga.
Questi i fatti. Anzi no. Queste sono le ipotesi dell'accusa. Ma la difesa cosa dice?
Cerco di informarmi,.. invano.
Non trovo nulla. Possibile? stampa, notizie, blog, giornali online, nessuno che riporti l'altra versione dei fatti (mi corregga se sbaglio il Sig. Tramaglio che riguardo alle censure della stampa è più bravo di me).
Cerchiamo qualche articolo di Tramaglio. L'unico vero giornalista rimasto in Italia avrà pur fatto una sana e corretta cronaca giudiziaria prima di sparare sentenze, o no?
NO.
Tramaglio tace.
Mai un articolo che riporti la versione della difesa.
Dopo una lunga ricerca trovo qualcosa in rete, tra gli atti parlamentari
http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/iv/017a/relazione.htm
e tra le cronache di radioradicale
http://www.radioradicale.it/schede/view/id=189508/seguito-audizione-testi-garraffa-0 http://www.radioradicale.it/schede/view/id=189517/seguito-audizione-testi-e-dichiarazioni-spontanee-dellimputato-0
lascio la lettura e la visione di questi documenti alla vostra curiosità.
Un pò perchè sarebbe troppo lungo farne un resoconto completo; un pò perchè l'informazione dovrebbe essere come la buona cucina: meglio fare da sè che affidarsi a piatti già pronti.
Mi permetto però di estrapolare una frase dalla relazione della Camera che risulta molto curiosa.

Il Garraffa aggiunge: "circa il Virga, ero a conoscenza del fatto che fosse un mafioso, dopo che me lo disse Pietro Caruso. Avevo compreso comunque anche prima che si trattava di persona di rispetto"

Quanto può diventare faziosa l'informazione talvolta!!

lunedì 21 maggio 2007

La gabbia del **one


Da un recente articolo a firma di Giancarlo Loquenzi, direttore del giornale online l'Occidentale, veniamo a sapere quello che molti di noi sospettavano da tempo : il razzismo è tutto a sinistra.
http://www.loccidentale.it/node/2124 .

Oggi ne abbiamo avuto un'altra prova grazie ad un articolo apparso sul blog di Beppe Grullo.
http://www.beppegrillo.it/2007/05/la_gabbia_del_leone.html

Secondo il più autorevole maitre a peter della sinistra (anche chi non conosce il francese può tradurre facilmente il termine), il Grullo per l'appunto, il romeno che qualche giorno fa ha ucciso una donna a Giugliano per rubarle l'auto non è colpevole di nulla, ma anzi è vittima della giustizia italiana che l'ha lasciato in circolazione, come una bestia feroce.
Possiamo essere d'accordo con lui nell'accusare l'inefficenza della giustizia italiana, ma qui vorremmo invece evidenziare il bel esempio di razzismo proposto.
Lasciamo perdere tutta la cultura cristiana, che assegna ad ogni uomo una coscienza (il Grullo ha dimostrato più volte di tenere in poca considerazione tale cultura); lasciamo perdere tutta la cultura umanista e illuminista, che assegna ad ogni uomo una ragione; lasciamo perdere tutta quella filosofia che assegna all'uomo un libero arbitrio e lo fa padrone del proprio destino; ecco, di tutto questo il Grullo fà un bel falò e sembra essere diventato discepolo dei più beceri darwinisti o psicologi comportamentisti, tanto è incapace di cogliere la differenza tra una bestia e un uomo.
Che questa sinistra si riconosca ogni giorno che passa sempre più razzista (leggete un pò i commenti all'articolo del Grullo per averne una conferma) non è una novità, e non ci stupisce, ben conoscendo il seme da cui è cresciuta la pianta.
Ma noi, Signor Grullo, vogliamo ribadire la nostra diversità :
per noi, ogni uomo è libero; libero, anche, di non rubare; libero di non uccidere.
E quando un uomo viene messo dietro le sbarre non è per incarcerare una bestia feroce, ma per espiare una colpa, secondo giustizia.
Perchè soltanto gli uomini possono essere colpevoli; soltanto gli uomini possono volere, cercare e talvolta fare giustizia.